Specializzati in tavole originali e illustrazioni

Urania Casa d’Aste presenta la sua 12ª Asta
dedicata alle Tavole originali e Illustrazioni dei grandi maestri del fumetto
insieme all’Asta speciale dedicata all’opera visionaria di Bonvi

BONVI

Sfoglia il catalogo speciale dedicato a
Bonvi!

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CATALOGO 12ª ASTA

Sfoglia il nostro nuovo catalogo generale e scopri i 323 lotti che verranno battuti il 30 Ottobre a Lucca!

VI ASPETTIAMO!!!

In occasione della sua 12ª vendita all’incanto Urania Casa d’Aste ha selezionato opere dei più importanti autori internazionali dalla fine dell’800 ad oggi.
Grandi artisti come Manara, Buscema, Pratt, Gottfredson, e Crepax saranno i protagonisti di un catalogo generale che vanta 323 lotti di sole opere originali, spaziando dal fumetto d’autore alle strisce sindacate, dalle pagine Disney fino alle illustrazioni di inizio ‘900.
Sarà presente all’interno di questo catalogo una sezione dedicata al lungometraggio La Rosa di Bagdad ed una all’illustratore Giorgio De Gaspari.
In questa occasione Urania è orgogliosa di presentare un catalogo monografico dedicato a Bonvi.
Per la prima volta, grazie alla collaborazione con l’archivio Bonvicini, saranno messe all’incanto 62 tavole originali del padre delle Sturmtruppen.
All’interno di questo catalogo saranno presenti opere che rappresentano il meglio dell’intera produzione di Bonvi, dalle celebri Sturmtruppen a Nick Carter, dalle Storie dello spazio profondo a Milo Marat, da Marzolino Tarantola alle Cronache del dopobomba.

Tutte le opere saranno battute lo stesso giorno in  un’unica tornata d’asta (dalle ore 14:00) a Lucca presso i suggestivi locali del Domus Romana in Via C. Battisti 15.

INFORMAZIONI UTILI

Mercoledì 30 Ottobre ore 14:00

Sede d’asta:
Domus Romana_Via C. Battisti, 15 – Lucca

Esposizione:
Padiglione Tavole Originali (Lucca Comics)
c/o Chiesa dei Servi
Mercoledì 30 Ottobre, ore 10 – 14

Alla scoperta di BONVI e dell'Archivio Bonvicini

Opere
dal lotto n. 1 al lotto n. 62

BONVI IN STUDIO 2

«Bonvi era un fenomeno della natura: era solido come una montagna e fragile come un terremoto, luminoso come un’ alba e cupo come il buio a
notte fonda, allegro come l’estate e malinconico come la pioggia, buffo come una nuvola ed elettrico come una cascata.

Niente e nessuno potevano fermarlo quando la curiosità si impossessava di lui, instancabile cercatore di storie e di avventure, inesauribile
trovatore di battute che per lui erano come pepite.

Tutte le volte che l’ho incontrato sembrava doveva partire, un bar vicino o un deserto lontano per lui era sempre un viaggio, la possibilità di scoprire qualcosa che sistematicamente finiva nei suoi fumetti. Bonvi, quando disegnava, sembrava essere dentro il disegno che stava creando, era in mezzo ai suoi personaggi, ripeteva ad alta voce le loro battute, il suo sangue si faceva inchiostro.»

Vincenzo Mollica  (10 dicembre 1995)

« Libertà sarebbe l’aggettivo adatto se dovessi scegliere un’ aggettivo che contraddistingue Bonvi e la sua immensa produzione artistica, per una marea di motivi, il primo tra tutti, quello di espressione.

Generosità sarebbe sicuramente il secondo.

Bonvi era un’ artista generoso, nel senso che ha passato la sua vita artistica a produrre una quantità innumerevole di disegni, tavole, inchiostri, chine, storie, personaggi, idee, sceneggiature bozze e schizzi. Bonvi non si limitava a disegnare una cosa sola in un solo momento, ma ne disegnava almeno altre 5 contemporaneamente, e non si limitava a disegnare le tavole o le strisce necessarie per le edizioni, ma ampliava sempre la produzione di un singolo prodotto editoriale, con “altre” cose, altri disegni, altri characters, altre storie.

Ed è per questo motivo che di Bonvi non conosciamo soltanto le Sturmtruppen, ma anche Nick Carter, Cattivik, Marzolino Tarantola, Storie dello spazio profondo (scritte a 4 mani con l’amico Francesco Guccini), Incubi di Provincia, Cronache del Dopobomba…e tanto altro.

Per queste ragioni, quando mi ritrovai ad inventariare tutto l’archivio artistico di Bonvi, nel 2014, insieme a Claudio Varetto, (grande appassionato di fumetti che poi diventò mio compagno di viaggio nelle iniziative editoriali e non dal 2014 fino ad oggi), rimasi incredula e sbalordita dalla mole incredibile del lavoro di mio padre.

Dopo 5 anni di intenso lavoro posso dire che non solo abbiamo ricostruito un archivio per lo più completo in tutte le sue parti, ma che siamo anche pronti per condividerne una parte con i  più appassionati.

Ed ecco che, per la prima volta in assoluto, gli Eredi Bonvicini (io, mia mamma Maria Angela e mio fratello Francesco), aprono le porte di questo incredibile mondo.

Siate i benvenuti tutti quanti! »

 

(estratto dell’introduzione al catalogo di Sofia Bonvicini)

Il «Paese delle meraviglie» di Giorgio de Gaspari

Opere
dal lotto n. 262 al lotto n. 275

Nel 1987 Giorgio De Gaspari torna in Italia dopo una serie di lunghi viaggi in Oriente e in particolare in India. Nato nel 1927, si era affermato come maestro del disegno e dell’illustrazione negli anni cinquanta e sessanta, in Italia e in Inghilterra. Tra gli anni settanta e i primi ottanta non fu il solo a essere attirato dal mito dell’India, civiltà ‘altra’, remota e stupefacente, in cui l’Occidente cercava spunti e occasioni per una rigenerazione spirituale. Ma ben pochi hanno avuto la fortuna, come lui, di compiere un’esperienza pluriennale di soggiorno in Oriente e di tradurla nelle forme dell’arte. È nata in questo modo una serie di disegni in cui De Gaspari ha trasferito sulla carta, in presa diretta, i momenti della vita quotidiana e la visione dei grandi monumenti del buddismo, del brahmanesimo, dell’induismo. Presentati qui per la prima volta, i disegni indiani conservano la freschezza e l’immediatezza dello sguardo dell’artista grazie alla prodigiosa tecnica grafica, che gli consente di tradurre l’esperienza visiva in disegno con assoluta immediatezza, senza sacrificare nessun particolare della visione.

Da Mumbai (allora Bombay) e dalle grotte di Ellora a Alice’s Adventures in Wonderland e Through the Looking Glass di Lewis Carroll il percorso è tutt’altro che casuale. Alla fine degli anni ottanta De Gaspari, rientrato in Italia, continua mentalmente il suo viaggio in paesi lontani, nei territori del meraviglioso e dello straordinario, dedicando le proprie energie ai due capolavori della letteratura fantastica inglese, per i quali nutre una passione intensa. Nascono così alcuni disegni a penna biro, residuo di un progetto editoriale mai realizzato: De Gaspari, molto attento al testo di Carroll, vi riversa tutto il proprio virtuosismo creando un’immagine di Alice nuova e personalissima, e capace tuttavia – specialmente per alcuni personaggi, come il Cappellaio – di conservare una memoria delle illustrazioni classiche di John Tenniel.

Fondamentalmente coerente con questa serie è il disegno del Sacro Bosco, o Parco dei Mostri, di Bomarzo (Viterbo): delle sculture cinquecentesche che ornano quel luogo De Gaspari ha non a caso selezionato il mascherone antropomorfo con la bocca spalancata, il drago e l’elefante che stritola il legionario, tutti elementi ‘mostruosi’ e fantastici carichi di suggestioni del mondo classico ma anche orientale. De Gaspari visitò Bomarzo e Viterbo come ospite dell’amico che lo aveva aiutato a compiere la sua avventura in India. E anche nella Tuscia la fantasia dell’artista rimaneva legata a quell’esperienza fondamentale.

Alla scoperta de ``La rosa di Bagdad``

Opere
dal lotto n. 97 al lotto n. 113

“La rosa di Bagdad”
di A. G. Domenighini, 1949 (version française)

“Una rosa di guerra”
di Massimo Becattini, 2009 (documentario completo)

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